Il commento “mi piace” ma non abbastanza.

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Mi piace... Ma non abbastanza...

Innegabile, il commento al giorno d’oggi è capace di influenzare le opinioni delle persone, l’acquisto di un prodotto o servizio, creare passaparola, decretare il successo o meno di un evento.

Alle volte, questa potente mezzo è utilizzato male perché gli utenti non hanno tempo o voglia di approfondire le loro opinioni, preferendo poche parole ma molto esplicite sulla bontà del prodotto in questione.

Prendiamo l’esempio dell’App Store di Apple, spesso mi capita di leggere commenti estremamente negativi sulle applicazioni presenti nello store,  ma senza reali motivazioni, giudizi al limite del distruttivo che possono sicuramente tornare utili ad un possibile aquirente ma non allo sviluppatore al quale viene negata la possibilità di confronto diretto, di una replica costruttiva, in questo modo, non c’è dialogo e confronto.

Diversamente si presentano i commenti che ad esempio possono riguardare gli Hotel , dove il più delle volte l’utente si ferma a descrivere anche in maniera dettagliata pregi e difetti delle strutture alberghiere.
Anche in questo caso il commento torna utile a chi decide di optare o meno per l’hotel oggetto del commento, ma ancora una volta manca il confronto con chi il servizio lo fornisce.

Non mi è ancora capitato di leggere risposte a commenti negativi da parte di hotel, risposte di sviluppatori a cui è stata stroncata l’app, ma dov’è questo dialogo tra soggetti, il confronto per migliorare il prodotto che un mezzo come internet dovrebbe far nascere?
Credo che molti utenti si siano resi conto dell‘importanza di una loro opinione sulla grande rete, ma non sanno ancora esprimerla al meglio, in maniera costruttiva.
Dall’altra parte invece troviamo le aziende che hanno sempre più paura degli aspetti negativi che potrebbero portare le opinioni dei clienti, pensando solo al brutto del confronto perché sanno già in partenza che non avranno il tempo e la voglia per rispondere in maniera adeguata.

Da tutto questo discorso, mi sorge un timore dato anche da una tendenza che ho notato, la sintesi del commento, rappresentato dal famoso “mi piace” di Facebook o dal più recente “+1” di Google. Ti dico che quello che leggo, vedo, condivido, si, mi piace, ma non ti dico il perché, siamo in tanti a cui piace, quindi probabilmente piacerà anche a te…

Ci piace, ecco tutto

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