Mondo digitale – Quando è importante saper dire anche di no.

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Riconoscimento della professionalità e del proprio tempo nell’era digitale

Nel web la perfezione non esiste e chi ti dice il contrario di solito è un commerciale che cerca di venderti il più possibile.

Il web non è la carta stampata, dove una volta che stampi il lavoro è finito.
Una pagina web non è solo quello che vedi, richiede lavorazioni “stratificate” in più ambiti: configurazione del server, codice HTML, programmazione, sviluppo grafico, SEO.

Tutto questo richiede tempo e professionalità per essere svolto al meglio. Le persone o meglio i clienti spesso non hanno questa percezione, perché non lo capiscono.
Ci sono almeno due modi di non capire, il primo riguarda quelli che nella tua testa sono dei luminari, come possono essere i dottori, gli specialisti a cui affidi la tua salute e difficilmente puoi contestarli perché ne hai bisogno, devono curarli. Quando vai a farti visitare paghi e stai zitto, anche se si prendono 100 Euro per 10 minuti di visita.

Poi, c’è il non capire legato alla mancanza di manualità e faccio rientrare in questa categoria, gli idraulici, elettricisti, meccanici, gli imbianchini, dove magari ti ritrovi a trattare sul prezzo, ma non chiederesti mai ad un imbianchino di cambiare il colore della tua camera in bianco, quando hai appena finito di fargliela fare gialla, se non dietro ulteriore pagamento.

In tutti e due i casi viene riconosciuto un compenso in base al tempo impiegato e all’attività svolta. Ogni ulteriore perdita di tempo viene pagata e riconosciuta.

Il mondo digitale è assai diverso, la diffusione dell’informatica, dei personal computer, smartphone e quant’altro ha sicuramente avvicinato le masse a questo mondo ma con un errore di fondo.
L’immediatezza con cui si consulta un sito, un’applicazione, si condivide un contenuto su facebook etc. non corrisponde alla facilità di realizzazione di questi applicativi.

Le applicazioni e i siti diventano sempre più complessi, richiedono sempre più persone esperte e tempo, tanto tempo. Più un’interfaccia è semplice e intuitiva e probabilmente più grande è stato il lavoro per raggiungere quel risultato.
Ma di tutto questo non c’è percezione. Senza contare quanti provano a fare le cose in maniera amatoriale, svendendole a basso prezzo… Tanto il cliente non ha percezione delle differenza tra fatto bene e fatto male.

Il cliente il più delle volte ti chiama per una consulenza ma alla fine decide che non vuole sentire qualcuno che gli dica come fare, perché l’azienda è sua e decide lui e basta, così il consulente diventa esecutività e inizia a perdere tempo e quindi denaro. Il cliente il più delle volte continua a far fare modifiche grafiche perché le può vedere e capire anche se non sà esattamente cosa vorrebbe.

La morale di questa storia? Alle volte è bene saper dire anche dei no, con le opportune motivazioni, salvaguardando la propria professionalità e il proprio tempo. Al lavorare in perdita, preferisco andare a farmi un giro in bici, quanto meno ne guadagno in salute.

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