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Giulia Maria Crespi

Giulia Maria Crespi, fondatrice e Presidente Onoraria del FAI
Giulia Maria Crespi, fondatrice e Presidente Onoraria del FAI

Giulia Maria Crespi ci ha lasciato a 97 anni. Fu discendente della famiglia di cotonieri lombardi, cugini dei proprietari della fabbrica di Crespi d’Adda. Era chiamata la zarina, appellativo, di cui si dice, andava fiera. A metà anni 60 ereditò il Corriere della Sera che volle più vicino alla sinistra italiana. Quella scelta e, in seguito l’allontanamento di Montanelli dal Corriere, suscitò forte clamore. Fu tenace, persuasiva, insistente. Nella sua autobiografia  Il mio filo rosso (Einaudi), pubblicata nel 2015, racconta che fu lei ad insistere perché Indro Montanelli si occupasse dei rischi ambientali di Venezia e della la Laguna. Nel 1975 fondò il FAI per recuperare e salvaguardare dalla decadenza e dall’oblio luoghi d’Italia di grande bellezza.

FAI – Fondo Ambiente Italiano

Amava ripetere la frase

Chi ha avuto molto, deve dare molto

Merate, 6 giugno 1923 – Milano, 19 luglio 2020

convinta del ruolo che il volontariato svolge nella società civile. Salvaguardia e tutela, certo, ma anche azione concreta. Di qui l’idea del FAI nel 1975 che fondò con Renato Bazzoni e di cui è stata fino all’ultimo l’anima ispiratrice. La formula era ambiziosa: convincere imprenditori, banche, aziende pubbliche a donare i beni oppure a rilevarli cedendoli al FAI per metterli in sicurezza e renderli fruibili. È lei la prima a metter mano al portafoglio. Con 500 milioni di lire acquista il monastero di Torba, in provincia di Varese. Giulia Maria Crespi si è spesa tantissimo per il FAI. Iniziative per salvaguardare sia singoli edifici, singole opere d’arte, sia aree pregiate, boschi. A 45 anni dalla sua fondazione, il FAI è ora una grande impresa culturale no-profit nazionale e le giornate del FAI sono uno straordinario successo di pubblico.

Nel 2011 l’intervista a Giulia Maria Crespi nel corso del programma Rai \”Incontri Ravvicinati\”. La presidente Fai parlava della sua passione per il recupero di luoghi e ambienti dell’Italia e precisava«Mai come oggi c’è un’emergenza ambientale, si è scatenata la frenesia della costruzione. L’Italia si è totalmente venduta al cemento» ( Corriere Tv )

Onorificenze

Nel 2003 diventa Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. “Per il notevole impegno civile, sociale e culturale a favore della collettività.” Presidente della Repubblica Ciampi.

Nel 2007 l’Università di Bologna le conferisce la Laurea Honoris Causa in Storia dell’Arte.

Il 19 luglio 2020 il FAI la ricorda con un tributo commosso e sincero.

«Una creatività inesauribile, una riluttanza per i compromessi, una passione per il dialogo, una singolare unità di ideali e concretezza, una noncuranza per le difficoltà – tanto più stimolanti quanto ardue – e una mai incrinata perseveranza ne hanno fatto una figura impegnativa per chiunque avesse a che fare con lei, ma al tempo stesso un esempio inimitabile e senza sfumature di ideali civici e di passione per la vita, per la cultura e per l’ambiente».

Becoming di Michelle Obama – Libro e documentario Netflix

Becoming Michelle Obama Recensione Libro Documentario. Photo by Alex Nemo Hanse on Unsplash
Photo by Alex Nemo Hanse on Unsplash

Becoming di Michelle Obama è una biografia corposa, appassionata, di ben 500 pagine, scritte con cura maniacale. Il suo libro è stato un clamoroso successo tanto da essere il bestseller americano del 2018. Da poche settimane è anche uscito il documentario che racconta il tour di presentazione della biografia.

Becoming Michelle Obama Recensione Libro Documentario. Photo by Alex Nemo Hanse on Unsplash
Photo by Alex Nemo Hanse on Unsplash

Becoming di Michelle Obama

Durante la Pandemia sono stata letteralmente catturata dalla lettura di Becoming. Il libro mi è piaciuto tanto perché è il ritratto di una donna forte, di umili origini e di come sia restata fedele ai suoi valori. L’onestà, il duro lavoro, il coraggio, la cultura, la preparazione certosina, l’importanza di costruire una famiglia ma anche di realizzarsi nella professione. Michelle Obama ha portato avanti tutto quanto con grande impegno e determinazione. E, insieme a Barack Obama, è riuscita nella grande impresa: migliorare la qualità della vita dei cittadini americani. Ma la vita è sempre un divenire.


La Storia di Michelle Obama

In Becoming scopriamo che Michelle Obama si è data da fare fin da piccina. Ha studiato con profitto e con tenacia. Ha sempre lavorato. Inizialmente come avvocato, poi si è dedicata al bene comune, mettendo a disposizione le sue capacità negoziali del sociale. Per tre anni è stata direttrice esecutivo della sezione di Chicago di Public Allies, che ha lo scopo di aiutare i giovani a costruirsi una carriera nel settore pubblico e no profit. In seguito, ha lavorato per l’ospedale dell’Università di Chicago dove ha investito tempo ed energia per migliorare i rapporti con i cittadini del quartiere e creare un servizio che fornisse un’assistenza sanitaria accessibile a migliaia di abitanti di South Side. In seguito ha lavorato per il Sindaco di Chicago.

First Lady

Il resto è storia. Michelle Obama è stata la first lady degli Stati Uniti dal 2009 al 2017. È stata l’ideatrice di Let’s Move! una grande iniziativa per la promozione e diffusione di uno stile di vita sano. Ha portato avanti la battaglia contro l’obesità dei bambini, meno merendine e surgelati a favore di cibo, frutta e verdura fresca. Il simbolo di tutto ciò è l’orto della Casa Bianca da lei fortemente voluto e creato. I grandi incontri: la Regina Elisabetta II a Buckingham Palace e Nelson Mandela in Sud Africa. Entrambi sono stati per Michelle degli insegnamenti preziosi. Con Mandala ha capito che il vero cambiamento ha tempi lunghi, non è questione di mesi e di anni, ma richiede decenni e vite intere. E poi l’umanità della Regina Elisabetta II che nonostante il continuo chiacchiericcio che la circorda, il rigido protocollo e la formalità che il suo ruolo richiede si è messa (ed è) al servizio del suo popolo dal 1952. Ovvero, è da 68 anni. La ragione di vita della Regina Elisabetta II è la Gran Bretagna.

Becoming - Michelle Obama - Autobiografia
Becoming – Michelle Obama – Autobiografia

Barack e la famiglia

Michelle Obama è anche una moglie innamoratissima di Barack Obama, uomo con una visione chiara e per questo straordinario nel perseguire il suo obiettivo. Ovvero cambiare la vita di tutti gli americani, dar voce a chi aveva perso fiducia, del resto è leggenda Yes we can. Michelle mamma vigile e affettuosa e, nonostante tutti gli impegni da First Lady, sempre presente nel suo ruolo di madre. E poi la Michelle che adora pianificare, fare liste, ottimizzare il tempo, curare le cose fin nel dettaglio. Quella che invita spesso i bambini alla Casa Bianca. Michelle sa essere empatica: riconosce il dolore delle famiglie dei militari ed è efficace nei suoi celebri discorsi alle ragazze nelle scuole ed Università. Insomma un talento anche nella società, quella che è riuscita a mantenere nel tempo le amicizie di lunga data.

Becoming – Trailer e Documentario su Netflix

Michelle Obama ha accompagnato l’uscita del documentario Becoming con una lunga nota per il pubblico, contrassegnata dall’invito a coltivare proprio l’empatia in questo periodo di crisi sanitaria ed economica globale.

Nota di Michelle Obama

Sono entusiasta di informarvi che il 6 maggio Netflix pubblicherà BECOMING, un film documentario diretto da Nadia Hallgren che racconta la mia vita e le esperienze che ho vissuto durante il tour dopo l’uscita del mio libro di memorie. Quei mesi che ho trascorso viaggiando – incontrando e connettendomi con persone nelle città di tutto il mondo – hanno confermato l’idea che ciò che condividiamo in comune è profondo e reale e non può essere confuso. In gruppi grandi e piccoli, giovani e vecchi, da soli e insieme, ci siamo riuniti e abbiamo condiviso storie, riempiendo quegli spazi con le nostre gioie, preoccupazioni e sogni. Abbiamo elaborato il passato e immaginato un futuro migliore. Parlando dell’idea di “divenire”, molti di noi hanno osato pronunciare ad alta voce le nostre speranze. Apprezzo i ricordi e quel senso di connessione ora più che mai, mentre lottiamo insieme per resistere a questa pandemia, mentre ci prendiamo cura dei nostri cari, aiutiamo le nostre comunità e proviamo a tenere il passo con il lavoro e la scuola mentre affrontiamo enormi quantità di perdite, confusione e incertezza. In questi giorni è difficile sentirsi sicuri o pieni di speranza, ma spero che, come me, troverete gioia e un po’ di tregua in ciò che Nadia ha fatto. Perché è un talento raro, qualcuno la cui intelligenza e compassione per gli altri arriva in ogni fotogramma che gira. Ancora più importante, capisce il significato di comunità, il potere della comunità e il suo lavoro è magicamente in grado di descriverlo. Come molti di voi sanno, sono una che abbraccia. Per tutta la vita, l’ho visto come il gesto più naturale ed equilibrante che un essere umano possa fare verso un altro – il modo più semplice per dire “Sono qui per te”. E questa è una delle parti più difficili della nostra nuova realtà: le cose che una volta sembravano semplici – andare a vedere un amico, sedersi con qualcuno che stava male, abbracciare qualcuno di nuovo – ora non sono affatto semplici. Ma sono qui per voi. E so che siete qui l’uno per l’altro. Anche se non possiamo più raccoglierci o scambiarci energia in gruppo in modo sicuro, anche se molti di noi vivono con dolore, solitudine e paura, dobbiamo rimanere aperti e in grado di metterci nei panni degli altri. L’empatia è la nostra linfa vitale adesso. È ciò che ci porterà dall’altra parte. Usiamola per reindirizzare la nostra attenzione verso ciò che conta di più, riconsiderare le nostre priorità e trovare modi per migliorare il mondo come lo immaginiamo nelle nostre speranze. Anche in tempi difficili, forse soprattutto in tempi difficili, le nostre storie aiutano a cementare i nostri valori e rafforzare le nostre connessioni. La loro condivisione ci mostra la strada da percorrere. Vi voglio bene e mi mancate tutti.

A presto,

Katia

Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti

Like a Boss
Brooke Lark | unsplash

Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti. Lo è stato a lungo, poi non lo è più stato e non lo sarà mai più. In questo articolo ti spiego perché.

Mi succede di confrontarmi con persone che vorrebbero aprire una propria attività (solitamente un e-commerce) come reazione alla propria situazione lavorativa oppure dopo il diploma o la laurea. Le difficoltà nel trovare un lavoro stabile, con uno stipendio dignitoso e magari vicino casa sono in cima alla top ten delle motivazioni. Ci sono anche realtà fisiche in affanno che con due spicci esigono un e-commerce che fatturi e generi utile.

Gli stessi passi vincenti

Del resto l’informazione mainstream ci dice che il digitale è vincente (ecommerce, contenuti e servizi da vendere, lo streaming video, podcast, corsi, webinar, delivery…). Dei video virali ci spiegano come fare un e-commerce da zero, creare reel efficaci e costruire una community su Instagram. Lo step successivo è affidarsi a Google e YouTube per recuperare informazioni gratis ed tricks. Per affinare le proprie competenze basta acquistare corsi in promo o in early bird. Si guarda, si compra ma non si fa pratica.

Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti.
Randy Tarampi | unsplash

Nel frattempo in azienda, non solo quella in affanno, compare il consulente esperto in strategia digitale che ne sa più del team interno e si fa odiare da tutti gli sgobboni che poi dovranno mettere in pratica la teoria che loro stessi avevano pensato ma, che tra il dire ed il fare, ci vuole uno sviluppatore. A volte la scoperta dell’acqua calda è costosa.

Lo step successivo è affidare alla comunicazione online il ruolo di diffondere la propria esistenza e il proprio business. Il gioco è fatto. Ehm no, bisogna fare una campagna a pagamento che sia Google Ads, Facebook Ads, Pinterest Ads.

Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti

Per un decennio è stato possibile far funzionare un’attività usando con costanza la comunicazione online e facendo un pò di advertising. Si ottenevamo davvero ottimi risultati, soprattutto in termini di visibilità (attraverso il traffico organico generato da Google e Facebook, poi da Instagram). Ma quell’epoca è finita. Quella cosa lì è morta. Non può più succedere né più succederà. Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti.

Le regole della comunicazione online 2022

Nel 2022 la comunicazione online segue regole precise e brutali. La regola di partenza è che un brand deve diventare un oggetto del desiderio di qualcuno. Tutto può essere un brand: una persona, un marchio, un prodotto, un servizio. In ogni caso bisogna che quello che si vuole vendere sia desiderato, e tanto. Il desiderio va quindi costruito e alimentato.

Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti
Kelly Sikkema | Unsplash

Come si alimenta il desiderio?

Il desiderio si crea diventando personaggi, mettendoci la faccia. È la strada dell’influencer e/o del creatore digitale. Il trucco è vestire i panni in cui ci si muove meglio e si è a proprio agio per trasmettere naturalezza e autenticità (pensiamo a personaggi carismatici, interessanti, utili, divertenti, polemici, di parte, in difesa di …). Quello che conta è dare un motivo per farsi seguire, e quindi fare intrattenimento. Non a tutti piace, poi penso ai timidi, introversi… Ma bisogna comunque trovare un modo di costruire e alimentare il desiderio. Ognuno deve trovare la sua strada, ed è più difficile e inizia anche a diventare più costoso.

Trova il tuo modo

Non metterci la faccia si può, ma bisogna comunque metterci qualcosa o qualcuno. Chi non vuole percorrere la strada del creator digitale deve ingegnarsi e parecchio. Produrre contenuti comunque coinvolgenti e riconoscibili. Mettere quello che si vende addosso (più o meno letteralmente) a gente pazzesca con un gran seguito sui social, collaborare con altri creator digitale il più possibile, organizzare eventi, trovare il modo di portare quello che vende il più vicino possibile al suo pubblico.

Si può scegliere di non metterci la faccia ma non si può più non comunicare. Sperare che qualcuno si accorga di te perché sei bravo in quello che fai, perché i tuoi prodotti sono eccellenti, perché a te interessa solo la qualità. Se vuoi comunicare online il tuo lavoro non si può prescindere dal fatto che hai bisogno di farti conoscere e quindi di comunicare.

Ci sono delle alternative?

Sì, ne ho individuate tre.

La prima è avere molti soldi a disposizione per delegare la comunicazione del tuo business: alla pubblicità, ai creator, a freelance e a dipendenti che lo facciano al tuo posto.

Il secondo è lavorare con le relazioni offline: amici, conoscenti, parenti, eventi. Bisogna avere una rubrica del telefono ben nutrita delle persone giuste. E un grand carisma.

Entrambe le soluzioni sono risorse che non sono disponibili a tutti.

Il terzo è lavorare con altre aziende, con cui creare relazioni durature, e sbattersene della comunicazione. È la strada del consulente, che per sua natura si adatta meglio a chi vende competenze o servizi.

Conclusioni

Questo articolo non è particolarmente motivazionale ed è fuori dal coro mainstream “se vuoi puoi”. Magari, dopo averlo letto, sei di cattivo umore. Internet non è più il luogo delle possibilità per tutti. Lo è stato a lungo e di sicuro fino a 5 anni fa – più o meno. Poi non lo è più stato e non lo sarà mai più. Comunicare fa parte del proprio lavoro: chi non vuole comunicare non è adatto a lavorare in proprio o lavorare con il digitale. Chi vuole mettersi in proprio oppure è una piccola realtà fisica che vuole aprire un’e-commerce, è bene che lo faccia a ragion veduta, con aspettative reali, e che magari si prepari a rinunciare, prima di buttarsi, e rischiare di farsi molto male.

(questo articolo trae ispirazione da una newsletter di Guido)

Come chiedere ed ottenere l’aumento di stipendio?

Aumento di stipendio. Come chiederlo
Foto di Jenny-Ueberberg | unsplash

Vuoi chiedere un aumento di stipendio ma non sai esattamente come fare? Proprio oggi ho ricevuto un vademecum da Veronica Benini (La Spora) dal titolo Vuoi chiedere un aumento? e l’ho trovato utile. È arrivato il tempo di farsi avanti e richiedere una promozione sulla base del tuo ruolo e delle tue azioni in azienda. Ecco come fare.

L’aumento di stipendio richiede un incontro con il boss

La prima cosa da sapere è che devi prendere appuntamento per un vero e proprio incontro con la persona che ha il potere decisionale di darti l’aumento, ed è importante incontrarla in ufficio a tavolino durante un colloquio apposito per avere la sua completa attenzione, non braccarlo/a alla macchinetta del caffè.

Vademecum

Prima di chiedere l’incontro, però, devi farti un piano strategico che potrebbe prendere più tempo di quello che immagini.

Andiamo per punti:

1. Raccogli le prove

Fai la lista delle mansioni o azioni che hai fatto o fai regolarmente che apportano qualcosa di tangibile all’azienda: hai bisogno infatti di prove concrete della tua abilità per farti concedere l’aumento. In pratica in questo primo punto raccogliamo LE PROVE. Se non ne hai, inizia a fare in modo di averle e raccoglile per poi strutturarle durante il colloquio.

2. Il tuo ruolo è fondamentale per i colleghi

Se il tuo ruolo non ha una relazione diretta con il successo dell’azienda, dovrai raccogliere prove con rimbalzo, ossia dimostrare che altre persone riescono ad avere un impatto consistente nel successo dell’azienda grazie al tuo contributo previo, e che senza quel tuo contributo non potrebbero farlo, o non abbastanza.

Come richiedere e ottenere un aumento di stipendio.
Brooke Lark | unsplash

3. Prepara una rosa di richieste

Decidi cosa vuoi ottenere durante il colloquio oltre all’aumento, per avere una rosa di richieste che potrai giocarti negoziando al ribasso. Possono essere dei benefit come macchina o telefono aziendale, un aumento di categoria, una nomina di ruolo di responsabilità che userai in seguito per chiedere un aumento eccetera. Non fermarti soltanto ai soldi, trova anche altre cose per non uscire da li a mani vuote se non vogliono aumentarti: è importante ottenere comunque qualcosa per educare il tuo datore/ice di lavoro ad accettare le tue richieste.

4. Sell yourself

Prepara un discorso coerente che racconta come fai ad essere utile all’azienda ed i benefici (nell’elenco che hai stilato) diretti e/o indiretti che il tuo ruolo fa ottenere all’azienda. Si, ti sto chiedendo di auto-promuoverti, di “sell yourself” come dicono gli anglofoni.

5. Sull’importanza del ruolo

Prepara anche la frase specifica della richiesta, scrivendola e provandola, tipo: “Ed è per questo che oggi voglio discutere con Lei/te di un aumento di 200 euro per il mio ruolo (ho scritto RUOLO, non ME, è importante mettere l’accento sul ruolo lavorativo e non su di te come persona perché parliamo delle tue prestazioni, non delle tue emozioni).

6. Ascolta bene

Adesso viene il bello: non è detto che ti dicano di sì o di no subito, e possono iniziare a blaterare delle scuse pietose tipo “Ne parlo col commercialista e ti dico”, come se fosse il commercialista a decidere per la sua azienda!! Rido. In realtà col commercialista se ne parla, ma solo per capire il lordo di quell’aumento e prospettarlo sul mese, sull’anno e sulle 13ma e 14ma. Ma grosso modo lo sappiamo che un aumento costa di più all’azienda e non possono assolutamente dirti che non possono permetterselo perché tu stai facendo guadagnare di più col tuo lavoro e te lo meriti, e se loro non sono capaci di amministrarla per essere economicamente in salute è un LORO problema. OK? Ricordatelo e non cedere davanti alle scuse pietose del “Io poverino imprenditore sul lastrico” perché non è vero. Mai. Guarda che macchina ha, e capirai subito se mente.

7. Chiedi il perché del rifiuto

Se ti dicono di no senza dirti il perché no, tu ESIGI di conoscere il motivo, perché avrai fatto un’esposizione logica del perché ti meriti un aumento, quindi hai il diritto di sapere perché non lo stai ottenendo. E mi raccomando, la giustificazione che ti daranno è chiave per giudicare a tua volta con chi hai a che fare e che stima ha di te come professionista e come essere umano. Esigi una motivazione a quel no, e traine le tue conclusioni!

Buon lavoro!

Se il vademecum “Come chiedere l’aumento di stipendio?” ti è piaciuto e lo hai trovato utile per la tua crescita professionale, ti consiglio due libri dell’autrice che puoi acquistare qui

Le frasi da evitare al lavoro

le frasi da evitare al lavoro
mika-baumeister-unsplash

Quali sono le frasi da evitare al lavoro? Nel manuale Basta Dirlo l’autore, Paolo Borzacchiello, (uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica applicata al business) ne ha individuati ben 8. Li trovi elencati qui sotto. Personalmente li ho trovati oro colato e sto cercando di evitare certe frasi sostituendole con altre.

1. Scusa se ti disturbo / Perdonami se ti disturbo

La regola aurea è che dovremmo sempre essere gentili e al contempo valorizzarci. Proviamo ad usare: “Ciao, sei libero adesso? Puoi parlare con me ora?”. Non stiamo disturbando perché il nostro messaggio è importante e non ci dobbiamo scusare. Liberiamoci di questo brutto modo di parlare! Come possiamo essere felici e stare bene se, dentro di noi, vive l’idea che la nostra presenza sia un disturbo per gli altri e non una cosa piacevole?

2. Mi sono spiegato? Hai capito?

Evitiamo queste domande se stiamo presentando le nostre idee a qualcuno oppure stiamo illustrando dei concetti che potrebbero portare anche dei vantaggi. Il nostro benessere e la nostra felicità sono il risultato di una serie di elementi fra i quali di certo anche la credibilità e il valore di cui godi presso gli altri. Con la prima domanda ci stiamo dando degli incapaci, non siamo in grado di spiegare i concetti. Con la seconda diamo dell’incapace a chi ci ascolta. Non dovremmo farlo mai in contesti lavorativi. Evitiamo queste domande e sostituiamole con “È tutto chiaro fin qui? Ci sono aspetti che desiderate approfondire ulteriormente?”

Le frasi da evitare al lavoro. Basta dirlo - Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice di Paolo Borzacchiello
Basta dirlo – Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice di Paolo Borzacchiello

3. Non voglio rubarti altro tempo

Rubare è qualcosa di negativo. Questo verbo toglie autostima a chi lo usa. Se nella nostra testa vive l’idea che noi stiamo rubando tempo a qualcuno, il nostro atteggiamento sarà di sottomissione psicologica e di titubanza. Sostituiamo con “Devo dirti velocemente una cosa. Hai tempo?” oppure “Possiamo rapidamente fare il punto della situazione? Ci vuole proprio un secondo”.

4. Grazie (grazie per avermi concesso il tuo tempo/grazie in generale).

Spirito della cosa donata. Se riceviamo un regalo, siamo in debito. E se siamo in debito, le nostre opzioni negoziali sono ridotte. È una questione di supremazia psicologica. A furia di ringraziare perderemmo il potere che ne consegue, perderemmo la nostra posizione di leadership. Potremmo sostituire con “Hai fatto un ottimo lavoro, sono fiero di te”. Gentile ed al contempo abbiamo valorizzato la nostra posizione. Grazie per il tuo tempo diventa Sono contento di vederti.

5. Ti faccio una domanda stupida

Oppure diciamo “adesso dico una sciocchezza / magari non c’entra e non ti interessa / Fidati /Grazie per la fiducia.

Quando lo diciamo perdiamo di credibilità, carisma. Queste affermazioni trasmettore l’insicurezza di chi le pronuncia. Infatti, in chi ci ascolta scatta la domanda “Perché mi sta dicendo di fidarmi?

Quindi, come chiudere alla grande una email? Con Grazie per la fiducia oppure Sono contento di poter iniziare a lavorare con voi?

6. Correggimi se sbaglio

Questa frase contiene un comando diretto in piena regola, scatenando la ricerca di errori. In secondo luogo, implica il fatto che potremmo sbagliare. Se proprio volessimo dire qualcosa potremmo dire… “Dimmi poi che ne pensi”. Oppure il silenzio.

7. Se devo dirti la verità

Varianti. Se devo essere sincero/ Posso essere sincero? / Onestamente / Credimi / Lo giuro / Vuol dire che se non sei costretto, menti? Come sostituire queste frasi? Con il silenzio.

Quando una cosa è vera, l’unica cosa che puoi fare è dirla. Al contrario usando queste frasi e parole sembriamo bugiardi ed insicuri. La verità non ha bisogno di orpelli.

8. Dai retta ad un cretino

Le frasi da evitare al lavoro ma anche in famiglia e con gli amici hanno anche delle sfumature e delle varianti che, in questo momento, non mi sono venute in mente. Nel dubbio di quali parole utilizzare al loro posto utilizziamo il silenzio. Il silenzio, come ci insegna Borzacchiello, resta una fra le più potenti opzioni a nostra disposizione. E ci toglie dall’impaccio.

Le 7 frasi che ci bloccano

7 frasi che ci bloccano
7 frasi che ci bloccano

Quali sono le 7 frasi che ci bloccano, che ci impediscono di ottenere i risultati che desideriamo? Le ha individuate Paolo Borzacchiello nel suo ultimo libro Basta Dirlo.

La realtà è il risultato delle parole che utilizziamo

Si tratta di 7 frasi in apparenza innocenti ma che, tuttavia, hanno il potere di condizionare fortemente la nostra realtà e di trasformarsi in veri e propri paradigmi cognitivi, ovvero “regole” interne che poi diventano la base dei nostri comportamenti. Come ci ricorda l’autore di Basta Dirlo, la realtà è il risultato delle parole che utilizziamo per descriverla e che quindi, noi siamo estremamente condizionati dal tipo di dialogo che abbiamo in testa. Se il dialogo non va bene, o la realtà non ci piace, dobbiamo semplicemente cambiare parole, oppure tacere del tutto.

Foto di Etienne Girardet – Unsplash

Le 7 frasi che ci bloccano nella vita

1. Quel che conta è la sostanza.

Non è vero. La forma conta, eccome. Millenni di arte, moda, design, cura estetica del nostro corpo non si cancellano, sono importanti e condizionano la nostra vita. La sostanza è indispensabile, ma senza la giusta apparenza può essere del tutto inutile.

2. Andrà meglio la prossima volta.

Nessuna cosa andrà meglio la prossima volta, a meno che noi non cambiamo qualcosa.

3. L’importante è partecipare.

Questa frase, se detta prima del gioco, è un modo per mettere subito le mani avanti. È una dichiarazione di resa, prefigura il fallimento – per paura che succeda – e quindi è un modo per essere preparati all’eventualità. Attenzione. È vero che essere preparati al peggio è cosa buona e giusta, e che il pensiero positivo a oltranza fa più disastri di quanti se ne possano calcolare. Come comportarsi? L’importante è fare un sacco di altre cose mentre si partecipa. Ad esempio: l’importante è impegnarsi al massimo delle proprie capacità, divertirsi mentre si gioca, imparare da ogni esperienza.

4. Non lasciarti ingannare dalle apparenze.

Le apparenze ingannano, contano e influenzano la nostra versione della realtà. La differenza è sottile: una cosa è dire che le apparenze possono ingannare (vero), un’altra è pretendere di non lasciarsi ingannare da loro (impossibile).Tutti si lasceranno ingannare dall’apparenza che mostreremo, che poi non significa che tutti baseranno le loro prime impressioni riguardo a te sul modo in cui ti poni, sulle frasi che utilizzi per esordire, sul tuo abbigliamento.

5. Basta avere la giusta convinzione.

Frase molto fuorviante. Non basta essere molto convinti e poco preparati! Ed eccolo lì il famoso inganno del garage. Steve Jobs, Jeff Bezos, Richard Branson sono riusciti a costruire delle multinazionali ma sono solo 3. È quindi opportuno dirsi le cose in modo diverso. Ovvero: non basta avere la giusta convinzione, occorre anche lavorare sodo, impegnarsi alla ricerca di idee nuove, prestare attenzione al linguaggio, curare la propria salute e avere un pizzico di fortuna.

6. Chi lascia la strada vecchia per la nuova…

Frase che ci allontana dal successo. Per ottenere quello che desideriamo è essenziale a volte essere capaci di prendere strade nuove, di abbandonare vecchi modelli di comportamento e adottarne di nuovi. Cosa spesso complicata, ma basta farlo compiendo un passo alla volta.

7. Con il tempo di sistema tutto.

Significa spostare il peso della nostra responsabilità all’esterno, verso un non meglio identificato soggetto che non farà nulla al posto nostro.

La prima impressione conta

Anzi è l’unica che conta davvero. Non solo verso gli altri ma anche verso se stessi perché se frasi tipo ‘non ce la faccio, spero di farcela, non vado bene’ si traducono in azioni che minano, condizionano la nostra vita.

Fa più rumore

un albero che cade

di una foresta che cresce

Lao Tzu

Una pessima e rumorosa prima impressione, servono poi secoli di impressioni positive. Se, a pelle, qualcuno non ti piace subito, è molto difficile che ti piaccia dopo. Non c’è solo la prima impressione estetica (abbigliamento, viso, corpo) ma anche linguistica.

7 frasi che ci bloccano
Donald Wu Unsplash

Queste 7 frasi che ci bloccano sono diffuse ed è bene riconoscerle e non farle nostre.

Le persone ci trattano come noi diciamo loro di trattarci e ci attribuiscono il valore che noi diciamo loro di avere.

Essere considerati dagli altri, godere della stima di chi ci parla e vedere valorizzate le proprie idee sono elementi essenziali che fanno parte di qualsiasi ricetta che produce benessere. Soprattutto perché queste espressioni di stima altrui sono lo specchio della stima che noi nutriamo per noi stessi.

Trend digitali 2022

Trend Digital Marketing 2022
Trend Digital Marketing 2022

Mi occupo di marketing digitale, e-commerce e social media.

Negli ultimi mesi ho individuato delle costanti, delle ripetizioni, delle omologazioni nell’auto-promozione (o meglio, nel personal branding) di alcuni esperti della comunicazione digitale. Inoltre sto osservando il fenomeno delivery.

Le mie impressioni sui trend digitali 2022 le ho raccolte qui sotto, randomicamente.

Le lungaggini degli esperti

Le newsletter degli esperti del digital marketing, social e fashion sono diventate un appuntamento fisso. Del week end. Evidentemente, il fine settimana è il momento migliore per informare i propri iscritti e, soprattutto, per farsi leggere. Le newsletter però sono diventate sempre più lunghe, piene di appuntamenti, di incontri, di link e a volte di scaricabili gratuiti (in gergo freebie, guide in pdf).

Si chiudono con ‘le migliori offerte di lavoro’, la playlist del cuore e la vetrina Amazon. Furbacchioni.

Il dipendente al centro

Un altro dei trend digitali 2022 che ho intercettato è legato allo status delle agenzie di digital marketing. Oramai le agenzie si raccontano quasi allo stesso modo: fanno parlare il proprio team. Il team che mangia, beve, viaggia, si diverte, si forma, forse lavora un pò (da casa? in uffici che sembrano cucine?) o seduto in qualche café. l clienti ed i progetti sono spariti.

Queste agenzie digitali sono il nuovo eden perché i loro dipendenti (anzi, collaboratori) sono coccolati e amati.

Ah, queste agenzie assumono sempre. Gli stessi profili da anni.

Blindati in casa

L’ultimo dei trend digitali 2022 è la delivery mania. Tutto giunge a noi. Tu chiedi e ti sarà consegnato. Gli oggetti a portata di click, la frutta e la verdura appena raccolti dal contadino, la cena gourmet (se non basta anche lo chef a domicilio) e la cassa di vino integra.

Per non parlare dell’intrattenimento.

Ora, grazie al nostro smartphone, siamo continuamente intrattenuti. Il proliferare di podcast, stories, audiolibri, serie tv, canzoni. Poi la formazione personale: i tour letterari, l’allenamento su zoom con il personal trainer, le basi di python in due ore, la meditazione alle 5.30 del mattino per affrontare con il sorriso la giornata.

Sotto pandemia l’accelerazione massima: lo smart working. I dipendenti, quelli felici, vogliono lo smart working.

Perché ci vogliono sempre a casa? Perché vogliamo stare sempre in casa? Per avere tempo per l’intrattenimento? A casa?

A queste ultime domande non so dare ancora una risposta. E voi?

Le frasi depotenzianti

Choose your words
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In Basta dirlo di Borzacchiello sono tanti i concetti espressi, tutti molto interessanti e di applicazione nella vita quotidiana. Riporto l’elenco delle frasi depotenzianti – che mi ripeto spesso – con la promessa di cercare di evitarle…

frasi depotenzianti
Tengyart – unsplash

Le frasi depotenzianti

  1. Eh, tanto oramai cosa vuoi che succeda? Questa è una pessima frase perché ci invita ad andare avanti con il freno a mano tirato. Borzacchiello ci dice che abbiamo bisogno di dopamina se vogliamo fare qualcosa o cambiare le carte in tavola. Quindi evitiamola.
  2. Eh, tanto ormai quel che è fatto è fatto. Frase che esprime totale assenza di aspettative. C’è un rimedio a tutto e c’è sempre modo di cambiare le cose.
  3. E anche per oggi è andata. Frase deprimente perché esprime la prigionia della propria esistenza e di contare i giorni alla fine.
  4. Eh, non ci sono più … di una volta. Frase che testimonia una mentalità arrugginita e un modo di vedere le cose privo di energia e prospettiva.
  5. Vediamo prima come vanno le cose. Ovvero mancanza di coraggio a intraprendere strade in autonomia e la volontà che siano gli altri ad andare avanti. Le cose non vanno da nessuna parte. Mai. Anzi, qualcun altro sta facendo qualcosa al posto tuo, soffiandoti l’occasione che stavi aspettando.
  6. Ma sì, fa lo stesso. Non fa mai lo stesso. Mai. Questa frase è subdola, perché si insinua in quasi tutti i contesti, quasi senza che noi ce ne accorgiamo. Prestiamo attenzione, perché è importante: nella vita, non c’è il livello “a pari merito” e non è vero, mai, che non abbiamo preferenze. A volte, semplicemente, le nascondiamo a noi stessi e agli altri.

Perché le frasi depotenzianti non vanno pronunciate?

Queste frasi depotenzianti non vanno sostituite con altre parole, non vanno proprio pronunciate. A volte, non è necessario sostituire parole con altre parole. A volte, semplicemente è meglio togliere e lasciare spazio, creare un vuoto che poi riempiremo con pensieri più belli, puliti e costruttivi.

«La felicità non esiste. La felicità si fa. E come si fa la felicità? Un pezzo alla volta, parola dopo parola.» Paolo Borzacchiello

Il motivo è semplice. Potresti essere tentato di credere che pronunciare una frase come “Eh, tanto oramai cosa vuoi che succeda” sia un peccato per così dire veniale. Se, nella vita, vuoi ottenere dei risultati, hai bisogno anche di dopamina. La dopamina ti fa andare avanti, perché sollecita il tuo cervello con l’aspettativa di una ricompensa. Dire una delle sei frasi depotenzianti estirpa senza pietà ogni grammo di dopamina.

Basta Dirlo di Paolo Borzacchiello

Basta dirlo - Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice di Paolo Borzacchiello
Basta dirlo - Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice di Paolo Borzacchiello

Sto leggendo l’ultimo libro di Paolo Borzacchiello Basta Dirlo – Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice. È una lettura intensa, consiglio di dosarla per immagazzinare frasi, parole ed espressioni. Il concetto del libro è: come parlerebbe la persona che vuoi diventare? È necessario scegliere le parole e poi usale, con la consapevolezza che le parole fanno cose.

Basta dirlo - Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice di Paolo Borzacchiello
Basta dirlo – Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice di Paolo Borzacchiello

Ci sono frasi che spesso ci scappano letteralmente di bocca, che sembrano innocenti ma che in realtà racchiudono trappole pericolose: ci tolgono motivazione, ci spostano il focus, ci fanno perdere quell’atteggiamento che invece serve per ottenere risultati e, se occorre, per cambiare le cose. ” Paolo Borzacchiello

Di cosa parla Basta dirlo?

Basta dirlo di Paolo Borzacchiello è un manuale sull’utilizzo (consapevole) di parole e frasi nella vita. Spesso, anche in buona fede, l’uso di alcune parole, frasi e proverbi ci depotenziano, togliendoci energia. L’autore ci spiega espressioni che ci ostacolano nell’ottenere i risultati che desideriamo, ci indica le parole in grado di garantirci autorevolezza in ogni contesto, quali frasi agiscono come incantesimi (e ci fanno stare bene) e quali invece demoliscono la nostra autostima e ci impediscono di essere felici. Basta dirlo è un manuale pratico, da leggere con attenzione, per migliorare il modo di comunicare con noi stessi e con gli altri e vivere la vita che vogliamo.

Trappole cognitive

Quanti di noi cominciano abitualmente una conversazione con espressioni come “Scusa se ti disturbo”, “non ti ruberò troppo tempo”? Formule all’apparenza innocue, di cortesia, che in realtà nascondono trappole cognitive che ci impediscono di essere davvero efficaci. Lo stesso vale per certe frasi e modi di dire che ci sentiamo ripetere fin da bambini – “così fai piangere la mamma”, “l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re” – e che inconsapevolmente agiscono come anatemi sulla nostra esistenza, influenzandola negativamente.

Utilizzare un linguaggio pulito e costruttivo

“La nostra vita” ci spiega l’autore, “è il risultato del linguaggio che usiamo in ogni contesto, con noi stessi e con gli altri. Utilizzare un linguaggio pulito e costruttivo, e liberarci delle frasi e delle parole che inconsapevolmente ci fanno del male, ci permetterà di trasformarci, letteralmente, in una migliore versione di noi stessi. Possiamo essere più forti delle nostre abitudini? Ci metterai un po’ più di 21 giorni, ma alla fine vincerai tu.

Basta dirlo - Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice di Paolo Borzacchiello
Basta dirlo – Le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice di Paolo Borzacchiello

Le parole fanno cose

La lettura di Basta dirlo è interessante, soprattutto nella seconda parte. A mio avviso la prima parte è un’ pò noiosa e ripetitiva.

Basta dirlo mi sta facendo scoprire (e capire) che le parole che uso non sono frutto di una mia scelta consapevole, ma sono degli automatismi, parole e modi di dire che ho interiorizzato nel tempo. Uso certe parole, espressioni e frasi perché le ho sentite dire in ufficio, le ho lette nelle email, le ho persino apprezzate e quindi riutilizzate in famiglia e con gli amici non sapendo come funziona il cervello!

Le parole che usiamo sono fondamentali per il nostro discorso interiore e, di riflesso, nella costruzione felice della nostra vita quotidiana. Se, durante la giornata, ci ripetiamo che non siamo brave, che non ce la faremo, che tanto oramai siamo vecchie… ci stiamo dando la zappa sui piedi da sole.

«La felicità non esiste. La felicità si fa. E come si fa la felicità? Un pezzo alla volta, parola dopo parola.»

Basta dirlo lo si trova nella libreria di fiducia e su Amazon, su IBS su Feltrinelli

Chi è Paolo Borzachiello?

Paolo Borzachiello è considerato uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica applicata al business, da oltre quindici anni si occupa dello studio e della divulgazione di tutto ciò che riguarda le interazioni umane e, in particolare modo, il linguaggio.

Morgana. L’uomo ricco sono io

Morgana. L'uomo ricco sono io di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri è l'ultimo libro tratto dal omonimo podcast di successo di Storielibere.fm. Volendo si legge in un pomeriggio. Sono storie di donne celebri, potenti, eroine che sono riuscite ad imporsi nella società e a lasciare il segno.
Morgana. L'uomo ricco sono io di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri è l'ultimo libro tratto dal omonimo podcast di successo di Storielibere.fm. Volendo si legge in un pomeriggio. Sono storie di donne celebri, potenti, eroine che sono riuscite ad imporsi nella società e a lasciare il segno.

Morgana. L’uomo ricco sono io di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri è l’ultimo libro tratto dal omonimo podcast di successo di Storielibere.fm. Volendo si legge in un pomeriggio. Sono storie di donne celebri, potenti, eroine che sono riuscite ad imporsi nella società e a lasciare il segno.

Morgana L'uomo ricco sono io di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri è l'ultimo libro tratto dal omonimo podcast di successo di Storielibere.fm
Copertina del libro Morgana. L’uomo ricco sono io

Se nel primo Morgana il focus era su donne fuori dagli schemi (ribelli, strane, non collocabili) in questo nuovo Morgana le donne, oltre che determinate e dalla forte personalità, vanno oltre. Sfondano il soffitto di cristallo, diventeranno famose e ricchissime. Morgana racconta la storia di Oprah Winfrey, Nadia Comaneci, Francesca Sanna Sulis, J.K. Rowling, Helena Rubinstein, Angela Merkel, Madame Clicquot, Beyoncé, Chiara Lubich e Asia Argento.

Chi sono le protagoniste di Morgana. L’uomo ricco sono io

  • Oprah Winfrey – la conduttrice e autrice televisiva, attrice, scrittrice, filantropa e imprenditrice statunitense considerata tra le donne più potenti al mondo e classificata come la persona afroamericana più ricca del XXI secolo;
  • Nadia Comăneci – è considerata da molti la più grande ginnasta e una delle più grandi atlete del XX secolo, che fu costretta a fuggire dalla propria nazione (Romania) e dal quel regime che l’aveva usata come vanto, abusando di lei;
  • Francesca Sanna Sulis – l’imprenditrice e stilista sarda vissuta a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, che grazie alla sua intraprendenza portò le sue sete oltre il mare della Sardegna, viaggiando da casa Savoia fino a San Pietroburgo;
  • J.K. Rowling – la scrittrice, sceneggiatrice e produttrice cinematografica britannica che nel 2011 apparse nella classifica di Forbes come una delle donne più ricche del Regno Unito, ma investita poi da una polemica legata alle sue opinioni verso la comunità trans;
  • Helena Rubinstein – l’imprenditrice polacca fondò l’omonima casa cosmetica Helena Rubinstein che la rese ricchissima, dandole la possibilità di usare i fondi per sostenere organizzazioni benefiche nel campo dell’istruzione, dell’arte e della salute;
  • Angela Merkel – la nota Cancelliera federale tedesca dal 2005 a oggi, considerata una delle donne più potenti e conosciute ai giorni nostri;
Illustrazione della Merkel all’interno del libro
  • Madame Clicquot – la “Grande Dama dello Champagne” fu produttrice d’eccellenza dell’omonimo vino francese, dopo aver preso le redini dell’attività vinicola di suo marito, una volta rimasta vedova a 27 anni;
  • Beyoncé – tra le cantanti più apprezzate dei nostri tempi, ballerina, attrice e anche imprenditrice, risulta essere la donna che ha ricevuto più nomination ai Grammy Awards e la cantautrice con più vittorie e nomine;
  • Chiara Lubich – fu un’insegnante e saggista italiana che ruppe gli stereotipi della figura femminile sin dai primi anni Quaranta, portando la donna a una dimensione sociale e a un ruolo nella Chiesa cattolica;
  • Asia Argento – celebre e controversa attrice, regista, sceneggiatrice, scrittrice, personaggio televisivo e cantante, attiva sia nel panorama italiano, sia in quello internazionale.

Eroine che mi sono piaciute

Il libro mi è piaciuto perché, in generale, trovo interessanti le biografie, persone che si sono distinte nel loro ambito e che hanno influenzato la società. Adoro le biografie dal messaggio positivo e catartico, e non tanto le storie di donne tout court, ma le storie di persone. Ovviamente in Morgana parla di donne, anzi di eroine. Quasi tutte hanno un passato difficile, costellato da episodi violenti e di abusi fisici o psicologici. Ed è proprio questa sfilza di tragedie a renderle poi fortissime. Del resto se si sopravvive ad una infanzia come quella di Oprah Winfrey ed Asia Argento, di cosa si può aver timore e paura? Di nulla. Qui sotto trovate il libro Morgana, quell’autobiografia di Asia Argento (Anatomia di un cuore selvaggio) e la biografia su Angela Merkel.

Nel dettaglio

Le storie scivolano sullo schermo (o sulla carta) velocemente perché il ritmo narrativo è veloce, si arriva presto al punto. Mi hanno colpito le storie di J.K. Rowling, Angela Merkel ed Asia Argento perché sono i personaggi pubblici che conosco meglio. Ho trovato acute le riflessioni su tutte e tre. Effettivamente J.K. Rowling non ha ‘semplicemente’ scritto una serie di romanzi fantasy, ma ha creato un immaginario specifico (e non più nebuloso), un mondo di magia nel quale milioni di persone (giovani, adulti e anziani) hanno potuto immergersi. Angela Merkel ha governato la Germania (e l’Europa) per 15 anni. Discreta, infaticabile (vinceva per sfinimento anche perché portava avanti le riunioni all’infinito) grazie anche quell’innata abilità di leggere le situazioni. Asia Argento, bellissima, controversa, stralunata, da risultare fastidiosa. Con Morgan, credo, l’apice della popolarità. Spesso outsider, non etichettabile e sempre bellissima. Nel 2018, nella cerimonia di chiusura al Festival di Cannes, disse l’immaginabile, con un coraggio senza eguali. Non spoilero niente. Se vi va questo il video.

Morgana lo puoi trovare anche alla Feltrinelli oppure su IBS

Sacred Nature Comfort Zone

Sacred Nature Comfort Zone
Sacred Nature Comfort Zone

Sacred Nature Comfort Zone è la nuova linea certificata biologica per prendersi cura della pelle del viso e corpo. Promette di rigenerare la pelle, mantenendola giovane e sana, proteggendola dalle aggressioni ambientali. Dal 13 al 25 di settembre è possibile acquistare i prodotti della linea Sacred Nature Comfort Zone con uno sconto del 30% e di abbinarci un trattamento viso express antiossidante rivitalizzante in un centro estetico di nostra scelta. Ho aderito all’iniziativa compilando questo form.

SUSTAINABLE BEAUTY WEEKS Dal 13 al 25 settembre approfitta del -30% sui prodotti Sacred Nature.
SUSTAINABLE BEAUTY WEEKS Dal 13 al 25 settembre approfitta del -30% sui prodotti Sacred Nature.

Sustainable Beauty Weeks, a frutto della biodiversità

La promozione lancio Sustainable Beauty Weeks dal 13 al 25 settembre è l’occasione giusta per acquistare i prodotti della linea Sacred Nature scontati del 30% e un trattamento viso a 30€. Inoltre, da sottolineare che attraverso Sacred Nature Comfort Zone supporta economicamente la biodiversità e l’agricoltura rigenerativa per promuovere l’equilibrio degli ecosistemi. È previsto che una parte del ricavato verrà donata all’Azienda Agraria Sperimentale Stuard di Parma per la creazione di tre campi biodiversi (pomodoro, grano e peperoncino).

Sacred Nature [Comfort Zone] Beauty Elixir Kit

Ho scaricato il mio coupon e prenotato il trattamento viso express antiossidante rivitalizzante nel mio centro estetico preferito. Recandomi direttamente al centro ho avuto la possibilità di ricevere in omaggio il kit in edizione limitata Sacred Nature – Beauty Elixir Kit. Una bella idea per provare 3 prodotti in formato mini, comodo anche per il viaggio. Ho provato tutto: la maschera esfoliante, il siero leggero a base di attivi antiossidanti bio-fermentati e la crema idratante leggera antiossidante. Il risultato è una pelle morbida al tatto e sicuramente radiosa. Ovviamente non bastano poche applicazioni ma ci vorrà del tempo per vedere i risultati sul lungo periodo e nella stagione fredda. Nel frattempo attendo l’appuntamento in istituto! Il trattamento viso express (Regenerative Hydra 30 minuti) costa €30 e assicura una piacevole e visibile freschezza e vitalità. Ideale per pelli stanche e spente.

Inaugurazione Museo Nazionale Collezione Salce – Treviso

Museo Nazionale Collezione Salce.
Museo Nazionale Collezione Salce, nuova sede in Santa Margherita a Treviso

Museo Nazionale Collezione Salce. Sabato 12 giugno ci sarà l’inaugurazione della nuova sede in Santa Margherita e la mostra “Renato Casaro l’ultimo cartellonista del cinema. Treviso, Roma, Hollywood”.

Museo Nazionale Collezione Salce, nuova sede in Santa Margherita a Treviso
Nuova sede del Museo Nazionale Collezione Salce in Santa Margherita a Treviso

Museo Nazionale Collezione Salce in Santa Margherita

I severi muri dell’antica chiesa duecentesca, che l’abbandono e i bombardamenti hanno privato dei suoi magnifici cicli di affreschi e di tutti i tesori d’arte che la rendevano unica, si sono magicamente popolati di luci, immagini e colori. Ad offrire un contesto emozionale ed emozionate alla sezione qui allestita della grande mostra omaggio a Renato Casaro, l’ultimo grande “cartellonista” del cinema mondiale. Le altre due sezioni della mostra sono accolte dalla seconda sede del Museo Nazionale Collezione Salce, al San Gaetano, e dai Civici Musei di Santa Caterina.

Museo Nazionale Collezione Salce, nuova sede in Santa Margherita a Treviso con la mostra di Renato Casaro

La Direzione Regionale Musei del Veneto del Ministero alla Cultura ha affidato la progettazione e la realizzazione di questo “ambiente immersivo”, ad un’azienda milanese innovativa nel mondo digitale, con al suo interno un collettivo di digital artists, graphics engineers e project managers.

“Unendo creatività ad arte digitale e tecnologia, sottolinea Chiara Matteazzi, responsabile del Nuovo Salce, il percorso di visita si trasforma in una vera esperienza all’interno di uno spazio immersivo, totalizzante dove si crea un perfetto equilibrio tra passato e futuro, storia ed innovazione, arte fisica e digitale”.

Una cascata d’acqua, di colori e immagini ridà vita all’antica chiesa medievale.

Oltre alla ricostruzione virtuale degli affreschi delle Storie di Sant’Orsola, che “tornano” a occupare la cappella per la quale Tomaso da Modena li aveva ideati, ad essere proposte sono due diverse installazioni immersive: l’Esperienza Immersiva della Collezione Salce & Renato Casaro e la Cascata Digitale Interattiva.

Le tre opere digitali si armonizzano in un unico percorso, rendendo lo spettatore parte dell’opera in un’esplosione di immagini e colori. 

“Così, mentre con gli Affreschi di Sant’Orsola la tecnologia diventa fautrice della memoria digitale di un patrimonio artistico inestimabile, evidenzia il Direttore della Direzione Regionale dottor Daniele Ferrara, la soluzione creativa trasforma la Collezione Salce in un archivio vivente di immagini condivise, integrandole con le iconiche locandine cinematografiche del Maestro Renato Casaro. Si crea quindi una connessione con la parte fisica dello spazio dimostrando come la tecnologia, a servizio della creatività, possa non solo abbattere il muro tra fisico e digitale ma crearne un tutt’uno.

Museo Nazionale Collezione Salce, nuova sede in Santa Margherita a Treviso. Mostra Renato Casaro (locandina Amadeus)

Esperienza immersiva

Con la cascata digitale interattiva, l’acqua immateriale discende e proviene concettualmente dal parallelepipedo che contiene fisicamente l’archivio, in un flusso continuo come a dare energia ed alimento in totale connessione con l’opera immersiva stessa”.

Lo spettatore per completare l’esperienza potrà interagire con l’acqua, bloccarne il flusso e farsi “contaminare”.

La musica realizzata e prodotta ad hoc è una dimensione imperdibile di questo momento artistico: canti gregoriani remixati nell’area absidale e brani appositamente composti per le ambientazioni immersive. Grazie ad un approfondito studio di sound design immersivo, le musiche si fondono così con l’esperienza visiva generando un forte coinvolgimento. 

Collezione Salce

“installazioni digitali sono concepite –  ribadisce Chiara Matteazzi – perché si integrino perfettamente nel complesso espositivo conducendo il visitatore al cuore della struttura: il parallelepipedo. Sede dell’archivio della magnifica Collezione Salce ed esso stesso spazio dedicato alla presentazione fisica dei posters, con la sua terrazza permette di dominare sull’intera struttura offrendo un secondo punto vista sulle installazioni digitali.

Renato_Casaro-Locandina Il té nel deserto
Renato_Casaro. Locandina del celeberrimo film Il Té nel deserto di Bernardo Bertolucci

Le opere immersive della Collezione Salce sono incentrate su un flusso di conoscenza completo: informazioni che inondano lo spazio, stratificate nella pietra, intrattengono e coinvolgono il pubblico, uniscono contenitore e contenuto, fisico e digitale”.

Musei civici Treviso Medoro Coghetto Veduta di Santa Margherita e dell’omonimo ponte (olio su tela del XVIII)

Informazioni utili

SABATO 12 GIUGNO, ore 11 INAUGURAZIONE NUOVA SEDE E MOSTRA “Renato Casaro l’ultimo cartellonista del cinema. Treviso, Roma, Hollywood” | SOLO SU INVITO |

SABATO 12 GIUGNO, ore 13-18 APERTURA GRATUITA PER TUTTI DI ENTRAMBE LE SEDI Chiesa di Santa Margherita (Via Reggimento Italia Libera, Treviso) Complesso di San Gaetano (via Carlo Alberto 31, Treviso) Non è necessaria la prenotazione. Gli accessi saranno contingentati, come previsto dalla vigente normativa anti-Covid19.

da DOMENICA 13 GIUGNOAPERTURA AL PUBBLICO dalle 10 alle 18 di entrambe le sedi, A PAGAMENTO. Chiesa di Santa Margherita (Via Reggimento Italia Libera, Treviso). Complesso di San Gaetano (via Carlo Alberto 31, Treviso)

Per contatti: drm-ven.collezionesalce@beniculturali.it o 0422 591936

Museo Nazionale Collezione Salce:  www.collezionesalce.beniculturali.it

Tra i suoi tesori, il ciclo trecentesco delle Storie di Sant’Orsola, tra le opere maggiori di Tomaso da Modena, ciclo riscoperto nel 1882-83 dall’abate Luigi Bailo in una cappella, mentre la chiesa era già sconsacrata e in fase di pieno decadimento.
Tra i suoi tesori, il ciclo trecentesco delle Storie di Sant’Orsola, tra le opere maggiori di Tomaso da Modena, ciclo riscoperto nel 1882-83 dall’abate Luigi Bailo in una cappella, mentre la chiesa era già sconsacrata e in fase di pieno decadimento.