Nel Tempio di Vogue

Milano – Ufficio di Franca Sozzani

Ho appena finito di leggere un altro post di Franca Sozzani. Scrive sempre un sacco di cose intelligenti e riesce ad argomentarle bene. Non per niente sta a capo di Vogue Italia dal lontano 1988. Sono passati due mesi esatti da quando ho avuto il piacere di conoscerla. Un’opportunità unica, rara, eccezionale. E’ andata così: scopro che per l’uscita del suo libro avrebbe aperto le porte della sua redazione ad un numero ristretto di comuni mortali. Ho aspettato che scattasse l’ora x e mi sono iscritta alla lista numero 3, le prime due erano state chiuse dopo poche ore, ho pensato “non mi sceglieranno mai”. E invece no, hanno risposto, sono stata scelta. Detto fatto, io e Marchetto Draper varchiamo il portone della  Condé Nast. Lui poi, curioso più di una donna, si è scatenato nel reparto grafico e ha scambiato parole e tecnicismi con i suoi simili e con la fotografa di redazione. Io invece ho fatto delle chiacchiere gustosissime con Carlo Ducci, caporedattore attualità: faceva l’avvocato, si annoiava a morte, è scappato a Londra per 5 anni e sa tutto di finanza, poi la Franca gli ha dato una chance e lui se l’è giocata bene. Alla domanda “qual è stato il tuo momento Vogue ?” mi ha risposto “quando ho intervistato Nelson Mandela”. Silenzio e ammirazione…pensavo “sto parlando da  mezz’ora con la persona che ha intervistato Mandela, cioè un grado di separazione”. Volteggio nei corridoi, alle pareti sono appesi scatti meravigliosi, sembra di stare in una galleria di arte moderna. Sono tutti cordiali e disponibili, alle redattrici moda chiedo “ma dove li tenete i vestiti ?” Gran risate. Chiacchieriamo di tutto, di quello che andrà in primavera, delle manie degli stilisti, del continuo lavoro di ricerca, studio ed impegno che sta dietro all’uscita di un numero di Vogue. E alla fine il grande incontro. Sono emozionata, mi sento un’po’ come la Andy de “Il Diavolo veste Prada”. Il suo ufficio è enorme, come il mio appartamento. In più c’è anche Luca Dini, il direttore di Vanity Fair e Gabriele Colangelo, astro nascente della moda . Cosa gli racconto ? Come mi presento ? Decido di essere me stessa. La Franca  è gentile, disponibile e sorridente. Pensavo se la tirasse ed invece no. Risponde divertita alle mie domande un’pò fuori moda, una su tutte “ma non si è ancora stancata di parlare di vestiti ?”. 

In generale tutti mi hanno trasmesso fiducia nel futuro, persino contatti e dritte professionali della serie “il mondo è la fuori, giocati bene le tue carte!”. Indelebile uno dei consigli  del direttore di Vogue “mantieni sempre l’entusiasmo”. Lo ha anche scritto di suo pugno, nero su bianco, come dedica personale. In quella fantastica giornata qualcosa di buono anche io Marchetto Draper dobbiamo averlo fatto. Giorni dopo ci siamo rivisti su vogue.it. Che meraviglia!

Latest articles

Articoli Simili

3 COMMENTS

  1. Vedere quelle foto magnifiche alle pareti… Immaginare il lavoro che deve esserci stato per fare ognuno di quegli scatti è sicuramente un'esperienza forte!

    Deve esserci un'attenzione maniacale in quel mondo… Io riguardo alle foto preferisco qualche cosa di più istintivo, ma con soggetti "umani" non ho mai fatto tanta esperienza, anche se mi piacerebbe parecchio.

    Giornata curiosa quella in Vogue, sicuramente! Quando alle volte si dice… Basta crederci! Ciao e… Salutami la Franca quando la vedi!

  2. che mito Condenast. E che mito Vogue. Una rivoluzione nell'editoria e nella grafica. Creare quello che non esisteva.
    La sozzani l'ho seguita in una intervista (bignardi?) . Donna molto intelligente e che non se la tirava. Donne potenti. Bello . e che lavorano bene.
    Fortunata tu. Credo sia cosa rara e che rimane impressa

  3. E' stata una giornata meravigliosa. La porterò sempre nel mio cuore 🙂 so che la Franca sta portando avanti diversi progetti editoriali e non per promuovere giovani talenti. Brava!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.