Fa ciò che puoi, con ciò che hai, dove sei

Personalmente non mi lamento ma mi fa male sentire discorsi cinici e bui, di persone giovanienon, tanto sono avvilite e scoraggiate.
Riporto alcuni discorsi a random di amici, parenti, imprenditori, artigiani:
‘Beh, guarda, non so come facciano le famiglie a far quadrare le spese. Sono fortunata perché non ho un mutuo da pagare, vivo con i genitori e sono lavata, stirata con la massima cura.’
‘Sto tracazzo di IMU, non mi manca niente però faccio già fatica a mantenerla la casa… è mia la colpa se ho ereditato un casolare in mezzo al niente ? Lo venderei ma chi lo compra ???!!’
‘Eh, tempi così non li ho mai visti, dura, è dura, io posso anche mangiare pizza tutti i giorni ma ai bambini non si può dar da mangiare meredine tutti i giorni’
‘Io aprirei volentieri un’attività ma costa troppo’
‘Stavano meglio i miei 40 anni fa’
‘Di stagisti ce ne sempre in abbondanza, li assumerei tutti ma costano’
‘Beh…ecco io… non so, spero torni Berlusconi!’
Il ceto medio non sa bene cosa fare e cosa pensare. Alterna impeti rivoluzionari e paure fuori controllo, affronta il domani guardando dalla finestra. Immobile, spaurito, indeciso, come un felino senza unghie. Graffia ma non fa male. Siamo arrivati al punto che le persone vorrebbero non aver comprato la casa e vivere in affitto (per non pagare l’IMU), rimpiangono i tempi di Benito (i politici sono tutti uguali, meglio un dittatore che ti dice come vivere), metterebbero il Paese in mano ad comico (visto che la classe dirigente non è in grado di goverare e ruba da sempre), invidiano quelli che si sono rifugiati in un lavoro noioso ma sicuro fino alla pensione (i sogni sono per i perdenti).

“Fa ciò che puoi, con ciò che hai, dove sei”.
F.D.Roosevelt

“In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l’unica cosa che voglio è resistere, nessuno è mai riuscito a resistere con Creed; se io riesco a reggere alla distanza e se quando suona l’ultimo gong io sono ancora in piedi, se sono ancora in piedi, io saprò per la prima volta in vita mia che non sono soltanto un bullo di periferia”
Rocky Balboa

Per chi non lo sapesse, Rocky è un film del 1976 e Sylvester Stallone allora era attore poco conosciuto. Decise di cimentarsi in scritture per copioni, cercando di risollevarsi da una situazione economica non florida, considerando che possedeva 106 dollari in banca. Scrisse la sceneggiatura di Rocky in soli 3 giorni e con difficoltà immani riuscì a convincere la Universal a girarlo con un budget di soli 1,1 milioni di dollari. Il film vinse tre premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e miglior regia e incassò 225 milioni di dollari diventando un successo di pubblico e di critica e dando vita a cinque seguiti: II, III, IV, V e Rocky Balboa. Grazie a Rocky, Stallone è il terzo uomo nella storia del cinema dopo Charlie Chaplin e Orson Welles a ricevere, per lo stesso film, la nomination all’Oscar sia come sceneggiatore che come attore. Stallone da piccolo soffrì di rachitismo, cosa che gli causò molti problemi fisici.

Ciao sono Katia! Sono appassionata di news, serie tv e biografie. Osservo i cambiamenti della nostra società grazie le evoluzioni del digitale, i voli pindarici del marketing ed il potere della narrazione. Scrivo da sempre perché mi riesce facile mettere nero su bianco le emozioni.

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