Il primo giorno di scuola

tutti sui banchi di scuola!

Il mio primo giorno di scuola non me lo ricordo. Ricordo però che la scuola elementare era vicino casa e che mi accompagnava mia nonna. Un pò – solo un pochino – mi vergognavo perché non capivo bene perché gli altri venivano accompagnati da giovani donne snelle ed io da una signora con i capelli bianchi, ciccia ma molto simpatica. Faceva simpatia a tutti gli altri bimbi così di riflesso ero simpa anche io. Con gli anni a venire ero ancora più simpa e ammirata, sempre senza saper bene perché. Ero una di quelle bambine con la “famiglia moderna”, perché mia mamma andava a lavorare, tutto il giorno. Erano poche le famiglie così, 30 anni fa. I miei amichetti/e venivano a casa mia a giocare/studiare volentieri, genitori fuori dalle palle, nonna che rideva con noi. Che meraviglia. Sembra un discorso strano eh ? Poi le cose si sono complicate perché mi arrivavano voci tremende …si diceva che le madri lavoratrici non seguivano bene i figli, non gli volevano bene e che venivano su male. Ci restavo di un male… Io a sta cosa non ci avevo mai pensato, anzi. A me pareva una cosa stupenda avere la nonna di giorno e la mamma alla sera. E di domenica anche l’altra nonna. E quindi quelle chiacchiere le ho sempre bollate come stronzate, delle grandi stronzate.
Per fortuna le cose sono cambiate, è normale vedere bimbi accompagnati da mamme più o meno giovani, dalle nonne, dalle tate e anche dai papà. Il cambiamento non si arresta, anche nella campagna friulana! Stamattina ho incrociato mamme indiane, marocchine e cinesi. Mi hanno fatto una gran tenerezza questi bimbetti indiani con i copricapi più grandi di loro, le mamme marocchine imperterrite con il velo e le cinesi sorridenti anche alle 8 di mattina. Mamme tutte, coraggiose e intraprendenti. Hanno lasciato il loro Paese, le loro abitudini e certezze per venire qui, in mezzo alla campagna friulana. In coda al semaforo si affolla un turbinio di pensieri:
– chissà che shock sentire l’italiano
– magari lo confondono con il friulano
– si sentiranno soli ?
– come passano i pomeriggi ?
– magari i genitori hanno la parabola in casa…
– chissà come faranno amicizia fra loro (cinesi, marocchini, indiani)
– e i bimbi italiani ? come si sentono ?

Scatta il semaforo verde, vado a lavorare che mi par più semplice di andare a scuola 🙂

Ciao sono Katia! Sono appassionata di news, serie tv e biografie. Osservo i cambiamenti della nostra società grazie le evoluzioni del digitale, i voli pindarici del marketing ed il potere della narrazione. Scrivo da sempre perché mi riesce facile mettere nero su bianco le emozioni.

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3 COMMENTS

  1. Un condensato di sentimenti, spunti di riflessione e immagini che raccontano in maniera originale l'evoluzione del tuo modo di vedere le cose che ti circondano, da quando eri piccola, fino al semaforo di questa mattina. Il domani? Lasciamolo ad un altro post… Bravissima come sempre!

    Voto: 8

    🙂

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