Saldi Saldi Saldi !

Milano – settimana della moda

Ebbene sì, come ogni inizio anno ci aspetta il periodo degli affaroni.
Accorrete gente! Porte aperte all’imperdibile momento del grande affare. I saldi sono iniziati. Vestiti, cappotti, borse, scarpe. E poi pssss… il “mio” negozio mi ha invitato a visitare in “segreto” le  meraviglie prima degli altri… Sai che segreto: sms, mail, newsletter. E poi ci pensano i TG, i giornali, i poster 6×3 a ricordarci che i saldi sono iniziati, che dobbiamo sbrigarci perché poi la taglia non c’è più. Sì però all’inizio non c’è il “fuori tutto” o -50%, solo un misero -20%. E quindi ? Beh, ci sono i consigli,  i guru della moda ci danno indicazioni precise. Assolutamente da comprare, a costo di andare a piedi al lavoro: il cappotto maculato, il pantalone ampio, la camicia bianca, la camicia di pizzo nero, la scarpa con plateau. Sono indispensabili perché poi li utilizzi anche nei prossimi due mesi. Mmm… ed io che pensavo andassero bene anche per l’autunno 2011. Ho segnato tutto, sono preparata, carta di credito, bancomat.
1 2 3 via!!! Non faccio nomi che non sta bene… Primo bel negozio, ci vado abitualmente… colpo di scena: avverto tensione, donne agguerrite mi guardano di traverso, vestiti “vintage” buttati sopra i banconi, scarpe improbabili, cappotti che hanno fatto la Seconda Guerra Mondiale mal appesi sulle grucce. Negozio due: le solite commesse sono state sostituite da simpatiche ragazzine che mi propongono outfit da teenager oppure da signora attempata. Brutta sgallettata, ma ti sei vista ? 
Negozio tre: pigiami di pile e lenzuola di flanella, orrore !!!
Che delusione: mi ero davvero preparata, avevo annotato tutti i consigli. Ho trovato cianfrusaglie, roba che manco mia nonna portava nel 1940, personale “fai un pò tu che ne sai più di me”, gente agguerrita. Grandi affari? Zero.
E’ davvero un peccato che negozi chic per 240 giorni all’anno si trasformino per 60 giorni in una bolgia infernale.

Ciao sono Katia! Sono appassionata di news, serie tv e biografie. Osservo i cambiamenti della nostra società grazie le evoluzioni del digitale, i voli pindarici del marketing ed il potere della narrazione. Scrivo da sempre perché mi riesce facile mettere nero su bianco le emozioni.

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