Steve, imac e ipod

Steve Jobs, Time Cover

Mi sono presa un giorno di tempo, di silenzio e rispetto per un businessman che ha rivoluzionato il nostro tempo libero e migliorato il nostro lavoro. L’ho saputo alle 7 dal TG 5, intenta a prepararmi il caffé. Mi è dispiaciuto un sacco, davvero, una lacrimuccia di commozione perché è venuto a mancare un personaggio forte che ha cambiato tante cose. Poi la prevedibile ondata di commozione planetaria , melassa che sgorga dalla  rete ed in tv. Accostamenti fuori ogni logica, tra fede e tecnologia, tra anima e soldi, tra quello che è stato ed il baratro che ci attende…
Steve Jobs non è Gesù. Steve Jobs non è mica stato un santo, è stato un uomo d’affari bravissimo, con intuizioni geniali. Mah…leggetevi qualche bio e ne scoprirete delle belle. Io sto leggendo  Steve Jobs. L’uomo che ha inventato il futuro. di Jay Elliot  in cui emerge una personalità forte e perfezionista, che  faceva diventare matti e svalvolati i suoi programmatori e che su 10 progetti ne buttava via 9 di strepitosi. E non dimentichiamoci che Apple  produce i suoi aggeggi costosi in Cina, facendo lavorare i dipendenti in condizioni al limite del sopportabile, in diversi cinesi si sono tolti la vita perché non hanno retto i ritmi imposti dalla società di Cupertino.
Grande grande merito oratorio. Il suo discorso fantastico all’Università di Standford è un discorso commovente, ispiratore, di grande speranza, un’iniezione di fiducia. Quello che un neolaureato vuole sentirsi dire perbacco! Cosa doveva dire… ragazzi, palesemente avete speso un sacco di soldi (io no), sarete sfruttati (io no) ma poi vi rifarete su qualche altro neolaureato (io sì) ? E’ il discorso per eccellenza di un uomo nato sotto una cattiva stella che è riuscito a stravolgere il mondo, il sogno americano è fra noi. Non c’è niente da discutere su questo. Uno che neppure sua madre l’ha voluto diventa un esempio, un mito, un guru per tutto il mondo. Ma non è Gesù. Mi fa orrore mettere sullo stesso piano religione e tecnologia, anima e ferro.
Anyway, anche io ho acquistato dei prodotti Mac semplicemente perché sono ottimi, belli e piccoli. Per l’esattezza l’Imac, quello bianco poi un ipod seconda release di seconda mano (che si è rotto) e l‘ipodtouch (regalo natalizio) che grazie al wifi mi permette di navigare, di informarmi, di giocare ad angrybirds e scaricare le app. Questi due prodotti hanno migliorato la mia vita.Il primo perché è ancora ottimo (anno 2006), sta tutto su un monitor, occupa poco spazio e arreda. Ha supportato alla grande Snow Leopard, così non ho dovuto comprare un prodotto nuovo della famiglia Apple che ridendo e scherzando parte dai € 1158. Il secondo perché mi ha permesso di stare nel flusso delle cose, di migliorare la mia professionalità e soprattutto di capire che sta tutto in movimento… musica, video, mail, giochi, i miei interessi. L’ Ipad non l’ho ancora comprato semplicemente perché costa tanto e oggettivamente non mi serve. Sto già incollata al PC (al lavoro uso un pc) per tanto tempo se dovessi mettermi a leggere anche sull’Ipad dovrei farmi l’ennesimo paio di occhiali nuovi 🙂 Aspetterò l’uscita del nuovo dispositivo di Amazon, Kindle Fire, che pare essere un ottimo compromesso tra la semplicità dell’ Ipad e la versatilità di Android... ah sì, dimenticavo ho un telefono LG che gira su Android e al lavoro uso il Galaxy della Samsung.
La tecnologia mi serve, e parecchio ma no, non è la mia religione.

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Ciao sono Katia! Sono appassionata di news, serie tv e biografie. Osservo i cambiamenti della nostra società grazie le evoluzioni del digitale, i voli pindarici del marketing ed il potere della narrazione. Scrivo da sempre perché mi riesce facile mettere nero su bianco le emozioni.

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1 COMMENT

  1. Pensa diversamente, pensa diversamente! Invece del Kindle, proporrei gran magnata di pesce! Pensa diversamente, pensa diversamente… 😀

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